Diario di viaggio lungo le strade d'Italia: 4 b&b sparsi per il sud, a toccare Campania, Calabria, Basilicata e Puglia.
VENERDI 22 LUGLIO 2011: CASERTA - SORRENTO
Si parte alle 4 di notte, stranamente non ci sono code a Bologna né
rallentamenti sugli Appennini e nemmeno nel tratto più temuto incontriamo il
traffico trovato due anni fa tra Napoli e Sorrento. Andiamo così spediti che
facciamo in tempo persino a concederci una sosta culturale non preventivata: la Reggia di Caserta.
La Caserta che abbiamo attraversato per raggiungerla è un susseguirsi di mattoni scoperti, finestre rotte, le famose case sgarrupate insomma. Facciamo il biglietto (3€ a testa) e visitiamo solo il giardino per ragioni di tempo.


SABATO 23 LUGLIO 2011: ISCHIA


Il sole è riapparso e ritorniamo dopo circa un paio di ore
verso il porto cambiando percorso per meglio godere della rigogliosa
vegetazione che ricopre l’isola - da ricordare anche il maestoso giardino “La Mortella”. Alla fine ce ne torniamo a Sorrento dispiaciuti di
essere riusciti a visitare solo la zona nord-est del territorio, da cui siamo comunque
riusciti a scorgere anche Procida.


Torniamo a piedi stanchi ma felici verso Sant’Agnello gustandoci un gelato al limone; l’indomani, all’alba, partiremo verso la Calabria.
DOMENICA 24 LUGLIO 2011: VERSO TROPEA
Sveglia alle 5, partiamo alla volta di Tropea. Non c’è traffico e anche i punti più difficili della Salerno – Reggio Calabria diventano una passeggiata tra ponti sospesi, paesaggi verdeggianti collinari o montani. Sulla nostra strada troviamo Pizzo Calabro e decidiamo di fermarci.



Scendiamo per le viuzze del paese fino al Castello aragonese e godiamo di una delle tante viste mozzafiato che la Calabria ci regalerà. Visitiamo anche gli interni del castello ad un prezzo irrisorio.


I manichini che ricostruiscono la storia di Murat mettono un po’ di ansia, ma la storia che viene narrata è davvero commovente.







Altro risveglio bagnato dalla pioggia. Dopo colazione rinunciamo alla spiaggia e optiamo per vedere Scilla e Reggio Calabria. Durante il tragitto decidiamo di fermarci prima a Bagnara, paesino sulla costa ubicato, scendendo, poco prima di Scilla.



Il mare è grosso nonostante nel frattempo sia uscito il sole. Lo stretto si fa sempre più visibile. Abbandonata la Salerno - Reggio, raggiungiamo Scilla via statale.




Troviamo fortunatamente parcheggio di fronte alla chiesa di S. Maria SS Immacolata e le facciamo visita. All’interno è vietato persino masticare chewingum. Davanti a noi si staglia subito un affresco coloratissimo e lateralmente, a sovrastare il colonnato, la trasposizione in rilievo di alcune fasi dei vangeli. Dietro la chiesa si erge il castello normanno dei Ruffo, perfetto punto di osservazione della costa percorsa precedentemente. Villa S. Giovanni è a pochi chilometri. Decidiamo di non soffermarci a visitare il paese vecchio in basso sul mare e proseguiamo il viaggio fino a raggiungere Reggio spinti dalla curiosità di vedere i Bronzi ripescati negli anni 70 a Riace.

Finalmente una giornata di sole. Decidiamo di spostarci verso Capo Vaticano e la celebre spiaggia di Grotticelle. Capo Vaticano, nonostante sia un po’ lasciato a se stesso, vanta una vista mozzafiato sulla Costa degli Dei.





Da lì scendiamo sulla spiaggia di Grotticelle e ci godiamo una giornata di mare e di sole.





L’ingresso costa 2 euro + 1 euro di doccia finale. Troviamo ingiusto dover pagare una risorsa naturale così dribbliamo l’invito e ci rinfreschiamo i piedi sulla spiaggia libera. Da qui godiamo del panorama della “Perla del Mediterraneo” in tutto il suo splendore: il vulcano principale sulla costa nord e quello più piccolo a sud. In mezzo rigogliosa vegetazione. Il tempo stringe e ripartiamo per Lipari,a soli 15 minuti di viaggio. Lipari, in quanto ad attività vulcanica sembra la più tranquilla delle tre isole visitate oggi. È un insieme di piccole viuzze tra le quali perdersi piacevolmente.









GIOVEDI’ 29 LUGLIO 2011: CALABRIA COAST TO COAST

È già la volta di rifare i bagagli e di rimetterCi in viaggio. Lasciamo a malincuore il nostro B&B e decidiamo di tagliare in due la Calabria: all’altezza di Tropea facciamo rotta verso Le Castella, rinomata località balneare Jonica.




Per arrivare al canyon su cui è poggiato il famoso ponte,
è necessario essere equipaggiati di scarpe da trekking, ma tentiamo in ogni
modo di raggiungerlo in sandali e ci va bene. Dopo una serie di tornanti
ripidissimi arriviamo a una filanda (oggi museo) che fa da entrata al ponte di
pietra poggiato a riunire al montagna di roccia spaccata in due da una faglia
in cui scorre un piccolo torrente. Il tempo cambia rapidamente e ripartiamo da
questo paesino piuttosto sinistro, in direzione della Lucania. Più precisamente
Ferrandina, situata sotto Matera. Là passiamo la serata passeggiando su e giù
per i vicoli. Nulla di speciale a parte gli scorci interessanti: da
quest’altezza (quasi 500 m. s.l.m.) è possibile godere di un tramonto
mozzafiato!








Decidiamo di rimanere in zona: domani ci sono Pisticci e Matera da visitare. È la nostra unica notte libera da prenotazioni e cercando una sistemazione a poco prezzo, alla fine ci sistemiamo in un motel per gli amanti del genere horror. In perfetto stile Bates Motel / Ovelook Hotel, appena qualche chilometro da Ferrandina (a Borgomacchia) c’è il superconveniente hotelDiamante.
VENERDI’ 29 LUGLIO 2011: MATERA, CUORE LUCANO
Oggi c’è da visitare la parte alta della Basilicata per poi raggiungere a sud Montalbano Jonico, luogo in cui alloggeremo in un B&B per qualche notte. Dopo 25 km di desertiche strade e tornanti, raggiungiamo Matera, perla di pietra arroccata, famosa in tutto il mondo per i suoi “sassi”, patrimonio dell’Unesco, nonché possibile capitale della cultura europea nel 2019. Ficchiamo l’auto in un parcheggio sotterraneo a buon mercato - 60 centesimi l’ora - nella città nuova e dopo pochi metri già troviamo l’accesso ai famosi sassi, antiche abitazioni rimaste attive fino agli anni '60.



Il villaggio antico è enorme e si estende verso la vallata creata dal torrente Gravina, che delimita nell’antico centro i due rioni della città: Sasso Barisano e Sasso Caveoso. Numerose abitazioni sono state ristrutturate di recente e ora ospitano atelier artistici, studi di architetti, negozi di souvenir, b&B davvero evocativi, ed è possibile imbattersi in 3-4 chiese paleocristiane molto interessanti. Una volta raggiunto il sasso principale, risaliamo verso la città nuova. Da non dimenticare i numerosi film che sono stati girati qui negli ultimi 50 anni. Su tutti, il più famoso nel mondo è di certo “La passione di Cristo”, di Mel Gibson – dal gusto discutibile – ma noi preferiamo ricordare “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini. Proprio a quest’ultimo è dedicata una mostra fotografica inerente la sua attività filmica in Matera, presso il Palazzo Lanfranchi, museo della arti lucane antiche e moderne. Per soli 2 euro a testa ci facciamo trascinare dal cicerone locale attraverso sale maestose, in cui sono presenti opere d’arte d’indiscutibile rilevanza (su tutte, oltre alle foto all’intellettuale friulano, le opere di Carlo Levi del periodo in cui proprio in Lucania e in Calabria fu confinato dal regime) e riusciamo persino ad intrufolarci in un aperitivo improvvisato. Ripartiamo da qui con Matera e la cortesia dei suoi abitanti nel cuore, raggiungiamo Pisticci che molto ricorda Ferrandina: una roccaforte di medie dimensioni nel deserto circostante. Dopo aver capito che le attività commerciali da queste parti aprono e chiudono un po’ come gira loro, raggiungiamo Montalbano Jonico, alta località 4-500 sul livello del mare, e cerchiamo il b&b “Soprattutto”.

Scopriamo in pieno centro storico un enorme agglomerato di case disabitato, tutto da ristrutturare. Parte dello stesso però, è già stato sistemato e trasformato proprio nel b&b che cercavamo, un posto stupendo, magico, in cui ci rinchiudiamo provvisti di alcune prelibatezze gastronomiche locali a cenare e riposare.

SABATO 30 LUGLIO
2011: SCANZANO JONICO
Oggi riposo: la spiaggia di Scanzano Jonico è la meta ideale, passiamo qui l’intera
giornata. Il sole è alto nel cielo e non ci risparmia, finalmente una giornata
calda e non piovosa!
DOMENICA 31
LUGLIO 2011: MONTALBANO JONICO
È l’ultimo giorno
qui in Basilicata. Trascorriamo anche la giornata di oggi in spiaggia. È
comodissima da raggiungere e non ci sono problemi a parcheggiare a pochi metri
dalla battigia. Inoltre non è affollata nonostante sia fine settimana. Alla sera ci gustiamo un
aperitivo al fresco dell’ultimo tramonto sui calanchi.



Spettacolo mozzafiato
seguito da cenetta tipica all’osteria “Il gallo d’oro”, a Montalbano in centro
storico. Gusti particolarissimi, razioni quasi eccessive dato l’aglio presente
ovunque, tutto molto piccante, come in Calabria: antipasti
misti e fileja piccantissima, Malvasia e Primitivo a volontà!




LUNEDI’ 1 AGOSTO 2011: VERSO LA PUGLIA
Lasciamo a malincuore questo piccolo centro lucano incantato (Montalbano) per proseguire verso la Puglia. Facciamo però prima una capatina a Metaponto, celebre per l’importante Museo Archeologico Nazionale sulla Magna Grecia – che un tempo comprendeva questi territori – ma essendo lunedì è chiuso e gli scavi all’esterno - una necropoli - si visitano in poco tempo. Riprendiamo perciò la strada per Taranto e dopo poco riusciamo a vedere la famose colonne dette “Tavole Palatine”, un museo a cielo aperto ove sono conservate 8 + 4 colonne doriche appartenute un tempo ad un tempio qui eretto.

Riprendendo il viaggio, non possiamo lasciare la Lucania senza prima passare da Bernalda, altro paesino collinare molto caratteristico, risistemato di recente. Tra pochi giorni ospiterà lo sposalizio di Sofia Coppola, figlia anch’essa regista del più famoso Francis Ford, la cui famiglia è originaria di queste parti.

Raggiungiamo di nuovo la conca Jonica che da lì dista una quarantina di chilometri. Attraversiamo completamente Taranto nell’ora di punta entrando dal centro storico – la zona della raffineria ad ovest della città è davvero tremenda. Grazie a Dio invece, passato il porto gli edifici si fanno via via più antichi e a tratti la guida a 10 all’ora risulta molto gradevole. Optiamo per non fermarci e passiamo oltre, scendendo il tacco dello stivale fino a Gallipoli.





Il nome di questa località ora molto in voga, deriva dal greco e significa “bella città”. Parcheggiamo sotto l’antico centro storico, e, tenendo il mare alla nostra destra, facciamo un giro lungo il perimetro del centro, perimetro nemmeno completato a causa del caldo disumano (ore 14.00, sole a picco). Riprendiamo l’auto e in un’oretta arriviamo a Salve, sede del nostro ultimo B&B prenotato. A pochi chilometri sono presenti ben tre località balneari di spicco, denominate “Le maldive del salento”: Torre Pali, Marina di Pescoluse e Torre Vado. Alla sera ci spostiamo sul litorale e ceniamo sulla spiaggia in uno dei tanti ristoranti della zona. La mattina dopo vogliamo alzarci presto per scendere in spiaggia. Passeggiando la sera tra le dune in riva al mare, è possibile imbattersi nei famosi gigli bianchi che da queste parti ti sorprendono ove meno te lo aspetti.
MARTEDI’ 2 AGOSTO 2011: LE MALDIVE DEL SALENTO
Mare! Porto Vecchio, accanto a Marina di Pescoluse. Acqua cristallina fino al primo pomeriggio. Verso le 17.00 risaliamo infastiditi dalla quantità di gente, sembra di essere a Rimini! Cambiata quindi idea, visiteremo Otranto ad ora di cena. Otranto, in latino “via d’acqua”, è una città meravigliosa se visitata a temperature miti.

Lungo la strada per arrivare è possibile, seguendo le indicazioni, sostare per vedere Dolmen (tombe paleocristiane) e i Menhir (antichi segnali stradali di epoca romana). Arrivati nel punto geografico più a est della penisola, Otranto appunto, la “Porta d’oriente” al tramonto ci rendiamo conto di quanto sia considerata “in” dalla gente dei paesi limitrofi, e quindi presa d’assalto nelle serate estive. Molto traffico, dimenticato subito però quando ci si infila, arrivando dal porto, nel centro storico della città.





MERCOLEDI’
3 AGOSTO 2011: TORRE PALI
Spiaggia!
Questa volta optiamo per Torre Pali. La sabbia non è così bianca e fina, ci
sono zone completamente ciottolose. In compenso facciamo il bagno a due passi
da una torre diroccata nel mare. Da questa parti ce ne sono parecchie, una per
ogni paesino sulla costa. Torri che servivano come vedette per gli avvistamenti
dei Saraceni - anche ad Otranto vi fu un famoso “sacco” ad opera loro. Restiamo
in spiaggia fino a tardi. Poi risaliamo, alle 21.30 è in programma a Salve
nella chiesa di San Nicola, un’esibizione pianistica eseguita su un famoso
organo del 1628, uno degli organi funzionanti più antichi del mondo!
GIOVEDI’
4 AGOSTO 2011: PORTO CESAREO
Oggi
visiteremo Alessia, un'amica che ha casa al mare poco lontano da
qui, a Porto Cesareo, altro paesino balneare molto frequentato. Ci sposteremo
quindi a nord, verso la conca Jonica. Dopo una sessantina di chilometri
arriviamo e ci incontriamo con lei direttamente in spiaggia. L’ acqua è davvero
meravigliosa ma anche qui c’è un bel sovraffollamento. Forse un po’ meno
rispetto alle Maldive dal Salento, ma da queste parti sembra sempre domenica.Restiamo a mollo quasi tutto il giorno e torniamo a Salve cotti ma felici per
la bella giornata trascorsa in compagnia. Rientrando ci imbattiamo in una
grotta ipogea che non avevamo notato prima, entriamo a dare un’occhiata e ci
accorgiamo dello sbalzo termico tra l’interno e l’esterno: un tempo questi
locali erano riscaldati durante l’inverno e qui sottoterra si lavoravano a
caldo le olive in modo da ottenere una buona fluidità dell’olio.
Questa
è l’ultima sera di vacanza. Domani cominceremo a risalire la costa adriatica.
Non ci mettiamo fretta e non
facciamo calcoli, vorremmo visitare
Lecce prima di lasciare il Salento.
VENERDI’
5 AGOSTO 2011: LECCE
Partiamo
alle 8 circa e prima di salutare il Salento ci feriamo un paio di ore a Lecce.
Sappiamo che sarà una visita mordi e fuggi: la stanchezza dei tanti chilometri
percorsi comincia a farsi sentire. Lasciamo la macchina carica in pieno centro
e visitiamo le vie limitrofe. Non c’è tantissima gente in giro e grazie anche
alle modeste dimensioni del centro storico riusciamo a percorrere quasi tutte
le strade principali senza difficoltà e in poco tempo. Apprezziamo il barocco
leccese e qui possiamo godere di palazzi maestosi e chiese meravigliose, il
palazzo dei Celestini e il duomo su tutti. Anche le porte scolpite nella roccia friabile tipica di queste parti
sono davvero sorprendenti.


La sera, verso mezzanotte, arriviamo a casa. Una lunga corsa di oltre 1100 chilometri in circa 15 ore. Il tachimetro segna 3800 Km in 16 giorni, davvero niente male.
