La Russia post-sovietica, a un decennio dalla caduta del muro, era splendida e contraddittoria. La sintesi perfetta di ciò che era sopravvissuto dal periodo zarista e da quanto rimasto della rivoluzione d'ottobre, il tutto ricoperto dalle molte macerie dovute alla contro-rivoluzione dell'inizio degli anni '90. Centri storici maestosi, in cui sono stratificati stili centenari, periferie dal cemento sgretolato, auto in panne ferme in mezzo alla strada, ciminiere spente. Riscaldamento garantito dallo Stato negli appartamenti dei privati, primi esperimenti di negozi, alto tasso di alcolismo, canali pieni di immondizia galleggiante. Una bellezza difficile e a tratti dolorosa; questi sono gli appunti di un viaggio ormai lontano nella memoria.
San Pietroburgo, seconda città della Russia, 5
milioni di abitanti, principale porto del paese, la metropoli più a nord del
mondo, sonnecchia sulle sponde della Neva. Una profondissima rete
metropolitana, permette di spostarsi agilmente ovunque, basta essere pronti a
sventare tentate rapine, o per lo meno a me è successo questo. Da quel momento
ho preferito spostarmi a piedi, facendo ogni giorno decine di chilometri, ma la
soddisfazione di riuscire a notare ogni particolare di questa grande città, ripaga
di tutto. La sua storia è piuttosto recente, a dire il vero. Fondata dallo zar
Pietro il Grande all'inizio del '700 sul fiume Neva, esattamente sul suo delta,
nel golfo di Finlandia. Il progetto era quello di realizzare una città dal
sapore europeo, secondo i dettami della zarina Caterina II. L'ex Leningrado
accoglie oggi il viaggiatore con le sue novelle sirene di consumismo sfrenato;
qualche esempio: si può tranquillamente mangiare a meno di 5 euro al giorno,
forse 10-15 se si va in ristoranti rinomati, cd e vhs costano un decimo
rispetto all'Italia; trasporti, ingressi ai musei e alberghi hanno prezzi più
che economici, cimeli del regime e di epoche precedenti, artigianato di
altissimo pregio, scialli e abbigliamento fatto a mano, costano una bazzecola
sulle bancarelle: in altre parole, al netto della sporcizia per le strade e lo
smog a tratti soffocante, una vera chimera per il turista goloso e
curioso.
Alloggio prima all'Hotel Neptune,
tra Pushkinskaya e Ligovsky Prospect, a 3 km a sud dalla Nevsky Prospect, poi
per qualche giorno al Sovetskaja, un enorme agglomerato di cemento armato
piuttosto vicino al porto. In questo periodo dell'anno il sole non scende mai
ed è meraviglioso assistere allo spettacolo lunare che ne deriva, la notte,
dalle finestre.
Prima grande attrattiva, come per
ogni grande fan di Battiato che si rispetti, la Prospettiva Nevskij, l'arteria
principale della città. Lungo il suo corso, circa 5 chilometri, si affacciano
centinaia di palazzi storici. Collega la Piazza del Palazzo e il suo Palazzo
d'Inverno, alla Cattedrale di Kazan', toccando le due rive della Neva.
Parlando di Rivoluzione, non si
può non parlare dell'Albergo Astoria, in un nel '17 su organizzata la
Resistenza alla Rivoluzione.
Nelle immediate vicinanze si trova la Cattedrale S. Isacco, chiesa ortodossa orientale dall'immensa cupola, grande edificio neoclassico costruita a metà '800.
In Piazza S. Isacco vi è un importante monumento alla memoria di Nicola I.
Centinaia i monumenti dislocati per le strade, tra tutti mi sento di segnalare i seguenti.
La Porta Trionfale di Narva è un arco costruito ad inizio '800 per celebrare la vittoria russa contro le truppe francesi di Napoleone.
La Porta Trionfale di Mosca, più o meno coeva, eretta a perenne ricordo della vittoria nella Guerra russo-turca.
6 metri d’altezza, riporta un poema scritto ad hoc da Puškin.
Degna di nota è anche la famosissima statuetta, da molti considerata il monumento più piccolo al mondo, il "Passerino", un minuto volatile arroccato sull’argine del fiume Fontanka a San Pietroburgo.
Navigando sui battelli fluviali, non solo ci si può imbattere in esso, ma si gode della migliore visuale sulla città. Si diceva prima di quanto gli zar si siano ispirati alla cara e vecchia Europa, per la costruzione della loro moderna città.
Sulle rive della Neva, tra i
palazzi da visitare, troviamo il lussuosissimo Palazzo Jusupov. Proprio all'interno di questo edificio, e più esattamente nello scantinato,
si dice sia stato avvelenato nel 1916 il misterioso monaco Rasputin. Ovviamente la leggenda
vuole che il colosso sia riuscito a sfuggire alla morte, nuotando a lungo nel
fiume, prima di essere ripescato con ancora aria nei polmoni.




L'attraversamento del fiume,
nelle stagioni più fredde è possibile anche a piedi, essendo ghiacciato. Normalmente
durante il giorno si può approfittare dei suoi numerosi ponti. Durante la
notte, invece, molti di essi vengono sollevati, rendendo poco agevole il
tragitto a cavallo del corso d'acqua.
1881: anno che ritorna. Si è parlato di Delitto e castigo, anche la Casa di Dostojevski è visitabile, in Kuznechnyy. Lo scrittore la abitò proprio fino al 1881, anno della morte, e qui compose una delle sue più grandi opere, una delle più grandi a livello mondiale: I fratelli Karamazov.
Seguendo il canale Griboedov, come detto, si arriva giusto di fronte alla Cattedrale di Nostra Signora di Kazan. L'imponente cattedrale neoclassica, completata all'inizio dell'800, da lontano ricorda molto la Basilica di San Pietro a Roma, o meglio Piazza San Pietro: un enorme colonnato di ispirazione berniniana, per un totale di 144 colonne. La Madonna di Kazan è una delle icone più venerate della Russia.
Altra chiesa degna di nota è
certamente la Chiesa della Resurrezione. Edificata e decorata secondo lo stile
rococò, fu costruita su progetto di Bartolomeo Rastrelli, lo stesso Rastelli del
Palazzo d'Inverno, sulle rive della Neva.
Girovagando per la città, è curioso imbattersi in un'enorme Moschea; quando fu terminata, ad inizio '900, era considerata la più grande in Europa. Il suo minareto è visibile da lontano, raggiungendo i 49 metri di altezza.
I teatri principali della città
sono due: Teatro imperiale, in piazza Ostrovskji, e il Marinskj Teatr.


E ora, dopo tanto camminare, un
po' di meritato riposo. Si può scegliere se visitare la Kunstkamera e i suoi
giardini sulla Neva, oppure se affidarsi ad un bel sonno ristoratore nel
Giardino d'estate.
La Kunstkamera, ovvero una sorta di settecentesca camera delle meraviglie, fu voluta dallo zar Pietro e presenta qualsiasi cosa la vostra fantasia possa desiderare, tra l'interesse medico-antropologico e il raccapriccio, compresi numerosi feti e una testa di infante a due facce. Astenersi deboli di stomaco, almeno per quanto concerne le sale più sinistre, la sezione etnografica invece, è davvero avvincente e alla portata di tutti.
Il giardino d'estate è il settecentesco giardino alla francese voluto dallo zar. Posizionato sulle rive della Fontanka, il suo complesso architettonico è un ottimo esempio di barocco russo. Ospita lo sfarzoso Castello dell'Ingegnere.
Gita fuori porta: Puškin
Puškin, è una cittadina 30 km a
sud di san Pietroburgo. Il sommo poeta russo Aleksandr Sergeevič Puškin, vi
frequentò il Liceo. Detta anche Carskoe Selo, in russo “Villaggio dello zar”,
presenta importanti edifici come il Palazzo di Caterina e il Palazzo di
Alessandro.
Il Palazzo di Caterina era la residenza estiva degli zar. In stile rococò, fu iniziato ufficialmente nel 1717 su ordine dell'imperatrice russa. Gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra, da molti anni prosegue il restauro nelle sue lussuosissime sale.
Sono inoltre presenti un memoriale e una grande statua del poeta Puskin, proprio qui, ove si ispirò per i suoi poemi ai suoi paesaggi.