Transitare nella bassa bresciana, verso i sapori del cremonese: il fiume Oglio, l'Adda, il Po. L'atmosfera fiabesca di Padernello, le delizie storico-culinarie di Pizzighettone, la strada verso Cremona, città non più "delle tre T", ma delle cinque. Due province, quella di Brescia e di Cremona, troppo a lungo sfruttate dall'industria e ora coraggiosamente riconvertite a una dinamica ben più lungimirante: quella cultural-enogastronomica.
La bassa bresciana, nel periodo autunno-invernale, merita un on-the-road lungo strette strade costeggiate da fossi che conducono a stalle, a capannoni abbandonati, a paesini addormentati ma fucine di piccole perle. La nebbia è pressoché perenne e per questo è consigliabile muoversi seguendo le rotte impostate da moderni navigatori elettronici. Persino gli antichi, potendo, si sarebbero orientati in questo modo su queste pianure orfane della stella Polare per nove mesi l'anno.
La bassa bresciana, nel periodo autunno-invernale, merita un on-the-road lungo strette strade costeggiate da fossi che conducono a stalle, a capannoni abbandonati, a paesini addormentati ma fucine di piccole perle. La nebbia è pressoché perenne e per questo è consigliabile muoversi seguendo le rotte impostate da moderni navigatori elettronici. Persino gli antichi, potendo, si sarebbero orientati in questo modo su queste pianure orfane della stella Polare per nove mesi l'anno.
Contornato da fossato con tanto di ponte levatoio, è passato nelle mani di diverse famiglie nobili fino al 2005 e successivamente è stato rilevato dal comune e ora è gestito da una fondazione che ne garantisce la buona gestione. Innumerevoli e lodevoli iniziative sono atte a mantenere in vita il piccolo borgo: da quelle culinarie ai locali mercati della terra, a rappresentazioni teatrali, tutte visualizzabili sul sito: http://www.castellodipadernello.it. Anche una semplice visita guidata all'interno della residenza, può far capire l'importanza strategica di questa struttura fortificata costruita nel bel mezzo di una pianura in cui scorribande di ogni tipo portavano spesso scompiglio.
Sulla strada che porta dalla chiesa al castello, ancora si affacciano le antiche case-botteghe, con le loro caratteristiche aperture ad "L", rimaste inalterate nei decenni. Spostandosi verso il piazzale della chiesa, e prendendo per un sentiero che sembra condurre in mezzo ai campi, si può giungere dopo circa 500 metri a Ponte San Vigilio. Si tratta di una vera e propria opera d'arte del lodigiano Giuliano Mauri: diverse parti di arbusti intrecciate, creano un tunnel e un ponte che permettono di attraversare una parte di bosco e poi una roggia.
Stupendo esempio di come la maestosità degli elementi naturali in questo caso siano impiegati non solo come ricerca estetica, ma anche all’utile fine di creare un tramite tra due terre senza l'ausilio di disboscamento né del più dannoso cemento.
Da Padernello, la città murata di Pizzighettone si trova ad una quarantina di chilometri e segna una certa continuità di paesaggio tra le provincie di Brescia e Cremona. Anche se dal fiume Oglio si passa all'Adda, ciò che accomuna i paesi è la buona volontà dell'associazionismo locale che si è rimboccato le maniche ed ha creato dei preziosi esempi di riscoperta attiva di cultura locale. Il fine ultimo è limitare al minimo la scomparsa delle tradizioni, ciò che ridurrebbe del tutto questi centri alla stregua di tristi dormitori, e allo stesso tempo evitare l'eccessiva museizzazione delle aree.
Procedendo con ordine, le 93 case matte presenti lungo le fortificazioni - circa 2 km - , erano sale a botte che ospitavano non solo i militari d'istanza in città, ma erano anche adibite a magazzino. Le prigioni sono rimaste attive per decenni, l'abbandono è avvenuto a metà degli anni '50 a causa dall’umidità eccessiva con cui i carcerati erano costretti a fare i conti. La torre del Guado, nelle vicinanze del ponte, si dice sia stata la prigione del Re di Francia Francesco I di Valois. Nella chiesa di San Bassiano vi sono importanti testimonianze storiche, su tutte gli affreschi di Bernardino Campi. In Gera, le centinaia di metri di mura devono essere ancora recuperate del tutto. Mentre la chiesa di San Pietro rappresenta un curioso recupero dell'originaria chiesa settecentesca, attraverso l'applicazione di mosaici e marmi. Tutte le strutture sopra descritte, possono essere ammirate nei fine settimana, quando la Proloco locale organizza diverse manifestazioni storico-gastronomiche: dalle semplici visite guidate ed ottimamente argomentate, a mercati del gusto a livello sia nazionale che locale, a banchetti tipici a base di Fasulin de l'öc cun le cudeghe, "fagiolini con l'occhietto e cotiche".
Lina Wertmüller nel '96 ha girato un film, proprio qui: "Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica"; la sua visione potrà aiutare a meglio addentrarsi nelle provinciali atmosfere cremonesi.
Provinciali, appunto. Non a caso il quotidiano locale si chiama proprio "La provincia" e ad una ventina di chilometri di strada si trova Cremona, a due passi dal Po.
Tornando al discorso delle "T", in piazza Duomo si erge maestoso dal 7° secolo dopo Cristo il famoso Torrazzo, secondo campanile storico per altezza nel nostro paese, circa 110 metri. Accanto, il duomo cittadino con la coppia di leoni posti a difesa del portale d'ingresso e lo stupendo Battistero.

Nessun commento:
Posta un commento